Polizza D&O

(Directors&Officers)

IL SERVIZIO E A CHI È RIVOLTO

Sono coperture che costano relativamente poco, normalmente abbastanza sconosciute in Italia, ma che tutelano il patrimonio personale di Amministratori, Sindaci, Direttori Generali e Dirigenti delle Società in caso di possibili negligenze, anche non volute, da parte degli stessi, nei confronti di soggetti interni alla Società (quindi anche i Soci) o esterni, tra cui creditori Azionisti/Soci, investitori in genere, clienti, fornitori, concorrenti, dipendenti, Società partecipate, Autorità Governative, Associazioni di categoria, Organi di controllo o altri soggetti privati.

COSA RISOLVE

Questa polizza tutela dai rischi derivanti da responsabilità sempre più insistenti in capo agli Stakeholders. Oggi, agire come “un buon padre di famiglia” non è più concesso: l’Amministratore deve operare in modo informato e deve avere specifiche competenze. Da una firma mal posta possono scaturire enormi problemi.

CASI DI SINISTRI

Gli Azionisti di minoranza di una Società iniziano un’azione di responsabilità contro gli Amministratori e i Sindaci, poiché ritengono che a causa delle loro scarse capacità, abbiano portato la Società al fallimento.

A seguito di una frode di un Amministratore, l’intero Consiglio di Amministrazione viene incriminato per negligenza per non aver controllato con sufficiente attenzione le attività della Società. Ricordiamo che a causa della responsabilità solidale tra gli Amministratori, questi possono essere chiamati in causa per via dei comportamenti illeciti di uno di loro.

Un Amministratore prima di una delibera assembleare, non informa il Consiglio di Amministrazione del suo personale conflitto di interesse, in merito ad una operazione oggetto di approvazione del Consiglio.

Il Presidente di una Società viene accusato di aver investito in titoli ad alto rischio, senza previa autorizzazione del Consiglio di Amministrazione.

Cause di lavoro (mobbing) mosse contro gli Amministratori.

Il CDA di una Società decide di acquisire un’azienda pagando il prezzo richiesto. Da una verifica successiva emerge che il magazzino conteneva merci in realtà non più commercializzabili e il prezzo pagato per l’acquisizione non risulta più congruo. Il valore della partecipazione è stato svalutato in bilancio, evidenziando una perdita per la Società e la negligenza degli Amministratori in merito alla verifica preventiva.

Un ex dipendente cita in giudizio il Direttore del Personale. L’addebito riguarda l’aver colposamente consentito che altri dipendenti portassero avanti un atteggiamento vessatorio nei confronti del Lavoratore, realizzando una mancata tutela e quindi la lesione dell’integrità psicofisica del Lavoratore stesso. Il Tribunale stabilisce il risarcimento del danno biologico al dipendente.

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